sabato, 10 maggio 2008

chi non ci prova con ivana...

Fulvia sta guardando il telegiornale mangiando la sua insalatina, di fianco a lei Ivana. La nana. Quella sottospecie di sottoprodotto culturale ed estetico che non mi ha neanche invitata fuori a cena quando ha finito gli esami. Ce l’avete presente no?
GIORNALISTA: “Ed ora passiamo al caso del famoso cardiochirurgo infantile Cipelo Ciapelo (non mi ricordo come si chiama)…”
IVANA: “Bah, io non ci credo niente a sta roba.” (che è lo stesso commento che ha fatto mia madre quando a pranzo hanno mandato lo stesso servizio. Momenti di preoccupazione per la salute mentale di mia madre, che stia diventando come Ivana? O peggio, che LO SIA GIA’? Naaaaaaaaaa…)
FULVIA: “Boh. Infondo non si può mai dire…se ha salvato tanti bambini e fatto tanta ricerca alla fine non è che non POSSA avere materiale pedopornografico sul telefono. O che non abbia cercato di fare soldi. Voglio dire, una persona non può essere tutta buona o tutta cattiva…prendi me. Sono una ragazza seria, corretta e del tutto eterosessuale ma ieri sera ho girato quattro limoni ad una mia amica davanti a circa cinque persone, di cui quattro maschi, mai visti. E non è che avessi tutta sta necessità di limonare o che. E con ciò? Non toglie che rimango una ragazza seria corretta e del tutto eterosessuale.” (naturalmente non le ho detto tutto questo, mi sono limitata al “Boh”)
IVANA: “No no…mi par la storia del mio ginecologo di Palemmo. Un luminare bravissimo super primario capo generale professore universitario (e chi più ne ha più ne metta) che è stato accusato di abusi su una paziente. Adesso fa il medico generico e dopo esercita anche il suo mestiere ma in sede privata e molto meno di prima. L’hanno rovinato.”
FULVIA: “Fico. Ma era vero?”
IVANA: “Ma no eh…io ci andavo da questo e ok, faceva la battutina, tipo ‘Eh, ma qua non si tromba? Dovete darvi da fare ragazze!’ e poi salutava tutte le pazienti con ‘Ciao amore come stai? Il mio tesoro!”. Bravissimo nel suo lavoro: a me ha curato il ciclo irregolare, la candida, la verruca (ma quante cazzo di malattie ha avuto?). Sai quante volte siamo rimasti da soli nel suo studio? Tantissime! (ce credo, avevi la collezione completa di malattie all’apparato genitale e ormai ti eri fatta l’abbonamento da lui) Eppure non ci ha mai, dico mai, provato. E ne avrebbe avuto mille occasioni.”
FULVIA: “…”
IVANA: “Eh! Minghia!”

Postato da LaFulvia alle 12:44
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Questo è il secondo blog di Fulvia Sperelli, che prima non si chiamava così, ma adesso sì, perchè vuole mantenere l'anonimato, ma non ce la farà per molto.
E anche se il titolo non viene fuori tranne che sulla barretta in alto, il titolo di questa pagina web è CECI N'EST PAS UN BLOG.
Have enjoy.

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