
giovedì, 31 luglio 2008
Postato da LaFulvia
alle 16:57
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Rintracciabile in: famiglia, questioni di stato, droga, alcol, difesa personale, questa è fulvia
sabato, 26 luglio 2008
Postato da LaFulvia
alle 13:54
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Rintracciabile in: famiglia, autolesionismo, alcol, societas, difesa personale, a cosa servono i tag
lunedì, 14 gennaio 2008
signori della corte, Fulvia è innocente
Specifichiamolo subito, prima di procedere ad alcun tipo di racconto della mia domenica. Io non ho fatto un emerito CAZZO ieri. E non perché non lo volessi, semplicemente NON HO POTUTO. Mi è stato impedito da forze superiori alle quali non potevo oppormi. Non è colpa mia, mi dispiace, sono scevra da qualsiasi senso di colpa per la mia totale nullafacenza di ieri. Per sostenere la mia tesi procederà all’esposizione dei fatti, signori della giuria, e mi atterrò ad essi nel modo più obiettivo che conosca, per favorirvi in una decisione imparziale.
Torno a casa alle dieci meno un quarto, già abbastanza rincoglionita a causa di una notte passata in un sacco a pelo dentro una stanza satura di bacilli di vario tipo e con una temperatura decisamente superiore a quella di benessere termoigrometrico, e trovo Ivana in atrio che mi fa:
“Ehi, attenta, abbiamo un’ospite.”
A parte l’ATTENTA, ecchè, penso, un gattino? Un criceto? Ivana la mia personale nana di corte è impazzita? O forse si riferisce a un ospite “indesiderato”, come quando un pipistrello era rimasto intrappolato nel cassonetto delle tapparelle a casa dei miei nonni.
“C’è un mio amico che dorme in camera mia…io ho dormito in camera di Patrizia.”
Bene, specifichiamolo subito, “io ho dormito in camera di Patrizia”, non sia mai che hai scopato con qualcuno, almeno ti rilasseresti un attimino e non saresti costretta a pulire casa il SABATO POMERIGGIO per calmarti (ma benedetta donna, leggiti un libro, guardati la tv, DORMI! Esci a fare un giro, ho capito che c’è un tempo di merda, ma piuttosto che stare chiusa qua a togliere la polvere e pulire pavimenti che ormai si staranno consumando…).
“Va be,”
Assolutamente non preoccupata dalla presenza estranea, mi avvio verso camera mia e dopo aver sbattuto contro la porta chiusa, riesco a entrarvi e uscirne vestita per casa e con libri e computer sottobraccio, piena di buone intenzioni per la giornata. Mi piazzo in sala e accendo il pc, dopodiché vado in cucina a farmi un caffè perché la mia colazione non può consistere in due Cuor di Mela, nonostante siano buonissimi e abbiano ben 50 chilocalorie l’uno, così mi preparo il mio orzo e caffè con 300 ml di acqua e 50 ml di latte scremato, zuccherati da un copioso cucchiaino di dolcificante. Mentre sto nel benessere psichico in cucina arriva Ivana a raccontarmi della sua verruca, dei suoi funghi e della sua presunta candida, nonché degli ovuli che si piglia la sera e la notte le si rompono e la bagnano tutta (QUESTA COSA ANCORA NON L'HO CAPITA), così è costretta a mettersi sempre l’assorbente. Il racconto va avanti per 20 minuti. Bene. Ottimo. Buonissimo il caffè e orzo comunque, eh.
Ben predisposta mi sposta nuovamente in sala, dove la mia nana mi blocca nuovamente per leggere l’unità didattica di italiano che le ho scritto ieri pomeriggio mentre cercavo di respingere psicologicamente i suddetti bacilli. Durata della revisione della mia PERFETTA unità didattica: 40 minuti, per arrivare alla conclusione, appunto, che è perfetta. Intanto sono le undici e, finalmente libera dalla malefica presenza, mi accingo a fare la ricerca di restauro 2, ma dopo aver copiato mezza facciata, ecco che si sveglia Stefano, ovvero l’ospite, un siciliano panciuto e calvo che mi assomiglia tanto a un personaggio di Zelig che or ora non mi viene in mente, ma non un BEL personaggio. Tanto per cominciare mi si piazza dietro commentando il fatto che stia copiando il libro, poi inizia a darmi pacche sulle spalle e infine, quando finalmente decide di uscire di casa a fare la spesa, mi saluta chiamandomi per nome. Lo odio.
Vista l’impossibilità di copiare restauro , dato che Ivana ha acceso la televisione su rai 2 per sentire Paolo Fox (esattamente alle ore unidici e trenta, quando è RISAPUTO che Paolo Fox la domenica inizia con la classifica dell’oroscopo alle dodici e un quarto), decido che forse sarebbe più indicato darmi ai disegni con cad di quella minchia di progetto della biblioteca che non tocco da almeno tre settimane se non quattro. Passa un’ora durante la quale riesco a malapena a finire un misero particolare che non so neanche se è giusto e di cui manca un prospetto, particolare, peraltro, copiato da internet. A mezzogiorno e ventisette, ovvero esattamente quando Fox sta parlando del MIO acquario in settimana posizione, mi chiama Maman.
“Pronto!”
“Ehi…aspetta alza un attimo…”
“Cosa?”
“Niente…che ha detto? Giovedì che?”
“Non dovevi venire a pranzo?”
“Sì mamma, infatti, stavo aspettando l’oroscopo di Paolo…come? Amore cosa? Lavoro che? Ripresa de che? Ehi Ivana, mi stai attenta per favore?”
IVANA; “Eh?”
Perché ho a che fare solo ed esclusivamente con mentecatti?
“Ma che cosa stai dicendo?”
“Niente, tanto è inutile. Sì arrivo fra mezzora.”
Ormai rassegnata a non capire niente del mio oroscopo settimanale, a parte una cosa che Fox dice alla fine con un sorriso a trentadue denti (“e dopo il 14 febbraio tutti gli acquario saranno pronti a dire come sono innamorato”, sì, grazie al cazzo, serve essere innamorati così, a prescindere…), mi vesto e mi reco alla residenza di campagna, dove Maman procede immediatamente a farmi una scannerizzazione completa con tanto di annusa mento capelli per capire il mio grado di tabagismo. Dopo aver salutato Gestapo a monosillabi mi attacco ad Alice ADSL per scaricare le immagini per l’unità didattica di Ivana, scrivere una mail al buon Bonometto dove gli spiego per la dodicesima volta che se non trova la voce su Wikipedia non è colpa mia, non è colpa di Wiki, ma solo ed esclusivamente sua, chatto con Ale facendomi elencare la quantità indecente di tavole che Pratelli vuole per l’esame, scarico foto del Palazzo Arcivescovile, mi mangio un panzerotto che ha fatto Suze la sera prima, mi incazzo con lo scanner perché non va, parlo con Jun al telefono, mi faccio un cappuccino con la macchinetta del caffè, mi sento male, vegeto davanti a Buona Domenica, mi riconnetto a internet ecc ecc, fino alle cinque, quando Jun passa a prendermi con la SUA macchina fotografica, visto che la mia è stata rotta (non da me) l’ultimo dell’anno.
Vestita come una barbona (strano) e truccata meno di zero, ci rechiamo al suddetto Palazzo Arcivescovile per fare le benedette foto agli affreschi del Tiepolo (sempre per restauro2), moderatamente convinte che le foto non ce le faranno MAI fare e mediamente mal predisposte a pagare tre euro di ingresso a cranio. Il tempo eccessivamente uggioso non migliora la situazione, come non la migliora il fatto che il custode del palazzo arcivescovile è uno strano personaggio incredibilmente somigliante al critico di cucina di Ratouille, che viene a prenderci praticamente dalla strada per farci entrare, ci toglie l’ombrello di mano e ci strappa due biglietti senza che noi diciamo nemmeno “salve”. Dopo quindici minuti di ci-ci ci-cio riusciamo a convincerlo a farci fare le stramaledette foto e passiamo i quaranta minuti successivi a cercare COSA fotografare, impresa quasi impossibile dal momento che gli affreschi di Tiepolo stanno in mezzo ad altri quattromila affreschi di artisti più o meno sconosciuti di cui francamente non poteva fregarmene niente di meno. Tuttavia, bello il Palazzo Arcivescovile. A fine operazione passano altri quindici minuti di conversazione forzata con il critico di Ratouille, durante i quali continua a blaterare qualcosa sul fatto che devo portargli il cd con le foto, che a lui i bambini mandano le poesie e sul fatto che dobbiamo assolutamente andare a sentire un concerto di Giovanni Allevi. Bene.
Nel frattempo ha finito di piovere, per l’ora e mezza successiva io e Jun bazzichiamo le strade scivolose di Udine cercando: un paio di stivali per Jun, una gonna o un paio di bermuda per Jun, un cappuccino con la panna per me, un senso alla vita, un riflesso alle vetrine che ci confermi che siamo fighe, cosa per me piuttosto impossibile viste le mie oggettive pessime condizioni di cui prima.
Un attimo…come sarebbe a dire che si rimanda il giudizio alla prossima udienza? Non ho ancora finito…
Postato da LaFulvia
alle 14:32
I vostri commenti
Rintracciabile in: difesa personale
Questo è il secondo blog di Fulvia Sperelli, che prima non si chiamava così, ma adesso sì, perchè vuole mantenere l'anonimato, ma non ce la farà per molto.
E anche se il titolo non viene fuori tranne che sulla barretta in alto, il titolo di questa pagina web è CECI N'EST PAS UN BLOG.
Have enjoy.
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