
martedì, 25 dicembre 2007
Sto diventando una specie di mio papà (o anche: Pater Familias, Gestapo, il Vecchio - che però potrebbe confondersi con l'altro "Vecchio", quello con cui esce Patty) in versione femminile. e la cosa non mi esalta minimamente. Tralasciando la descrizione del pessimo rapporto che intrattengo con il Pater Famialias da almeno sei anni a questa parte, rapporto che è andato deteriorandosi negli ultimi due anni per culminare con la mia drastica decisione di abbandonare il tetto genitoriale e abitare altri pavimenti in altre vie con altre persone, tralasciando questo, dicevo, si possono fare alcune veloci considerazioni sulla mia preoccupante tendenza ad assumere atteggiamenti che nel momento stesso in cui li interpreto mi darei una serie di badilate ben assestate in testa.
Stamattina è Natale, anzi, tutto oggi è Natale (purtroppo) a dire la verità. La tradizione natalizia di casa mi ha imposto di tornare da Maman, da Suze e da Gestapo il pomeriggio della vigilia, per preparare con Maman e Suze i tortellini, cenare con la famiglia stretta, sorbirbi gli starnuti spaccatimpani di Gestapo (che a quanto pare ha una broncopolmonite cronica e in continuo peggioramento) e farmi cospargere di peli e qualche graffio da Pochi. Amen. Almeno Maman non ha insistito più di quanto dovuto per convincermi ad accompagnarmi alla messa di mezzanotte, appuntamento che ho ben volentieri saltato accampando il mio fondato agnosticismo e il dovere morale di guardare "Il grande dittatore" su rai tre, dalle undici all'una. Suppongo che "il grande dittatore" l'abbia convinta più di quanto abbia fatto la mia posizione riguardo a religione e company, o forse ha capito che anche dandomi della "bestiolina selvatica" (come ha fatto con Suze quando anche lei si è rifiutata di accompagnarla in chiesa) l'effetto sarebbe stato esattamente il medesimo, o forse peggiore, perchè avrei iniziato con una delle mie apologie della mancata fede. Tant'è.
La cena di ieri comunque non ha fatto altro che confermare che, nonostante me ne sia andata di casa da quasi cinque mesi, Gestapo è rimasto esattamente lo stesso, per non dire che è peggiorato. La solita pigna in culo puntigliosa a cui non sta bene un cazzo e che si aggrappa a qualunque cosa pur di darti contro, a prescindere dal perchè per cosa e per come. Tanto perchè non basta, continua a ostinarsi a non voler capire niente del mondo che lo circorda a parte le cose che interessano a lui (automobili, aereomodelli, da qualche mese la musica classica, la lingua tedesca, la cronaca nera e qualcuno dei suoi santoni di turno, adesso è la volta di tale Gustavo Adolfo Rol, un benemerito sconosciuto che dice cose che vanno totalmente contro ad ogni atto pratico del Vecchio). va be, ad ogni modo penso che il fatto di avermi chiesto cosa volvo per cena, se l'insalata di mare o le capesante all'armagnac, sia da considerarsi un passo in avanti nel dialogo che intratteniamo. Bene.
Dopo cena mi sono sparata il canto di Natale di Topolino e il corto di Shrek in endovena, insieme ad altri due post per il blog dell'esimio Vinicio Bonometto e, dalle undici all'una, "Il grande dittatore". Sì, mi sentivo molto da massoneria dei cinefili guardandolo, appollaiata su una sedia della cucina mentre Pochi mi leccava una guancia e a volte la mordicchiava.
Stamattina mi sveglio alle otto, sinceramente non so perchè, forse perchè la sera prima non avevo mangiato la mia Fuji d'ordinanza, e la giornata non inizia al meglio dal momento che 1) non mi sono potuta fare il Nescafè, 2) perchè ho dovuto usare dello zucchero VERO e non il mio amato e rincretinente ASPARTAME CON FENILALANINA. Vabbuò. Torno a letto, leggo, dormo incucchiaiata a Pochi cercando quel calore umano che stento ancora a trovare in qualsivoglia esemplare di maschio adulto o semi-tale, mi rialzo alle undici, ora in cui Suze si degna di alzare il suo regale culo dal letto dopo ben dodici ore di sonno, utili non si sa bene a cosa.
Il momento dell'apertura dei regali in casa B. è sempre uno spettacolo. Si divide in momenti ben precisi, che andremo qui a elencare con cura ma concisione. 1) Suze arriva in cucina e inizia a mobilitare Maman affinchè vada a svegliare il Vecchio; 2) in seguito al termine della colazione di Suze seguono momenti di interminabile attesa della levata del Vecchio (momenti che possono prolungarsi per un quarto d'ora o più; 3) il Vecchio si palesa per cinque dico cinque secondi in salotto, Suze e Fulvia aprono il primo regalo, solitamente quello che si sono fatte a vicenda, nel frattempo il Vecchio scompare in bagno a farsi la barba; 4) segue l'attesa del Vecchio per l'apertura del secondo regalo, in seguito alla quale il Vecchio scompare nuovamente, stavolta in taverna, a prendere il regalo per Maman; 5) segue apertura del regalo per Maman (solitamente una cosa che serviva a lui, più che a lei, impacchettata con carta di giornale barra da pacco e senza un bigliettino) e apertura dei regali per il Vecchio, di cui lui si dimostra sempre molto entusiasta, tirando fuori cose tipo la loro inutilità, la spesa eccessiva e consimili. Ma quest'anno la parte della pigna secca l'ho fatta io, mea culpa. Il Vecchio si è dimostrato particolarmente gentile: non solo ha regalato una macchina del caffè futuristicissima della Gaggia a Maman, ma si è anche sforzato di prendere un regalo personale a me e Suze, rispettivamente un criceto di Trudi e un orso bianco sempre di Trudi (il mio commento è stato: "e il terzo dov'è? a chi l'hai regalato? no sai, visto che da Trudi c'er al'offerta tre per due..."). Questo gesto avrebbe potuto rendermi discretamente incline e inserita nello spirito natalizio, non fosse che la mia anima di sta rinsecchendo e ogni buona azione scalfisce solo miseramente la dura corazza di cui mi ricopro. Ad ogni modo, da Suze ho ricevuto una strana cosa, una ciotola per dar da mangiare ai bambini, lei dice che posso usarla come portacenere mettendoci della sabbietta (e allora regalami anche la sabbietta, bebedetta ragazza!), Maman, che la parola "portacenere" la prununcia a voce molto bassa, mi consiglia invece di utilizzarla come portaoggetti per la scrivania. Maman mi ha regalato invece; una maglia grigia di lana a maniche corte di Bershka (bella), un completino culotte + canotiera di Betty Boop (peccato che io lo volessi di hello Kitty cappuccetto rosso, ovvero come quello che ha regalato a Suze, p o r c o c a z z o, fortunatamente si è scoperto che quella di betty mi va moglto meglio di quella di hello kitty) e un buono per una sessione dall'estetista da 47 euro. adesso, non era meglio un bel buono da H & M? devo aver fatto una faccia strana quando ho aperto la busta e letto che era un buono per l'estetista, o forse non ho fatto bene a chiedere: "e questo chi te l'ha regalato?". Insomma, non solo era un velato sottinteso sulle mie pessime condizioni estetiche, ma anche un bell'e buono spreco di denaro considerato che una settimana dopo la depilazione barra pulizia del viso barra quel cazzo che è, sei esattamente come prima...tant'è.
Buon Natale gente, e che arrivi presto il 27, quando finalmente mi sbronzerò come si deve, non costretta a nascondere flute di champagne e pinot grigio agli occhi vigili dei parens.
Postato da LaFulvia
alle 14:15
I vostri commenti (2)
Rintracciabile in: natale, a cosa servono i tag
Questo è il secondo blog di Fulvia Sperelli, che prima non si chiamava così, ma adesso sì, perchè vuole mantenere l'anonimato, ma non ce la farà per molto.
E anche se il titolo non viene fuori tranne che sulla barretta in alto, il titolo di questa pagina web è CECI N'EST PAS UN BLOG.
Have enjoy.
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