
martedì, 29 luglio 2008
Postato da LaFulvia
alle 12:53
I vostri commenti (1)
Rintracciabile in: scripta manent, verba volant, surrealismo, ri-flessioni specchiate
sabato, 26 luglio 2008
tecniche di masturbazione fra Batman e Robin
49. La difficoltà nell'amore tra uomo e donna deriva dal fatto che si tratta di creature contigue, con un linguaggio e un modo di sentire diversi e segnali trasmessi su lunghezze d'onda incompatibili. Sono frequenze diverse, inespugnabili. Non accade lo stesso tra uomo e cane, poichè quest'ultimo non ha secondi fini. Uomini e donne possono simulare una perfetta armonia, ma al minimo tocco essa di dissolve come una bolla di sapone. (Fulvia sottoscrive Efraim Medina Reyes)
Postato da LaFulvia
alle 14:05
I vostri commenti
Rintracciabile in: scripta manent, verba volant
domenica, 06 luglio 2008
Non so se si può chiamare perdita, perchè una perdita non è tale se non è definitiva, non so se si può trattare di mancanza, perchè la mancanza sussiste solo se c'è la non-presenza dell'altro. Nostalgia? No, non è nemmeno nostalgia, perchè la nostalgia vive nel passato e non nel pensiero di quello di cui potresti avere nostalgia in futuro. Si chiama sicuramente mal di pancia, fitte allo stomaco che stringono quegli spazi dove non c'è niente e dove sai che tra non molto ci sarà ancora di meno. Aprendo gli occhi il pensiero dei giorni che verranno, senza niente da aspettare, senza niente da sperare. Una miriade di cose da fare, disegni da stampare a suon di soldi (e tanti), libretti al portatore per il nuovo appartamento, magari architettura tecnica, magari urbanistica, ma chissenefrega, quelli sono ad agosto. Ci sono momenti in cui vorresti pensarla sempre come in quei momenti, che non te ne frega niente se non della persona con cui sei e di dove sei e del semplice fatto di poter respirare e pensare di essere dove e con chi sei. E pensare di fare ragionamenti contorti che in realtà contorti non sono per niente. Muovo le dita del piede destro. Mi giro su un fianco, mi concentro sul movimento del mio naso. Sto attenta ai rumori della casa, ai parchetti che fanno TAC, alle sbarre di ferro delle finestre della taverna che fanno SDENG. Respiro lentamente, ritmando le mie inspirazioni ed espirazioni seguendo le indicazioni di una mano immaginaria che mi spinge il petto. Ma il mal di pancia c'è ancora. Conto in banca quasi a vuoto. Solo quattro esami questo semestre. Devo ancora confermare a mia madre che vado a Barcellona. E le prossime settimane saranno indecise all'inverosimile. E mi pare già di aver perso qualcosa o di starla per perdere e nella perdita seppur temporanea, pavento la mancanza che mi morderà le pareti dello stomaco.
Postato da LaFulvia
alle 18:20
I vostri commenti (1)
Rintracciabile in: parole sante, verba volant, a cosa servono i tag
domenica, 15 giugno 2008
Inchiesta sulla sessualità , prima seduta 27 gennaio 1928
Postato da LaFulvia
alle 14:01
I vostri commenti
Rintracciabile in: parole sante, verba volant, surrealismo
domenica, 04 maggio 2008
Mrs Dalloway organizzava sempre feste per tenersi impegnata.
Le piaceva riempire le proprie giornate di cose da fare.
Voleva vivere sempre indaffarata.
Anche Fulvia avrebbe deciso di darsi alla vita di Mrs Dalloway.
Anche lei vorrebbe organizzare feste in un continuum alcolico-musicale da riempire della gente che ama.
Ma non può farlo. Non può farlo perchè non vive in un romanzo, anche se ultimamente potrebbe sembrare.
Il week end è stato impegnativo e impegnato. Si è diviso tra vino, birra, havana ed erba.
E domani ci sono le analisi del sangue, proto-trombina, o come diavolo si chiama, e tutte quelle altre mille analisi il cui scopo sarebbe quello di valutare come quando se e perchè iniziare a prendere la pillola. Non che se le trovano una sovrabbondante dose di THC nel sangue possano farle qualcosa, ma forse sarebbe stato meglio che la settimana della droga fosse stata posticipata. Tant'è.
La festa di maggio alla Domus (parens ad Asiago permettendo) è andata bene, con due cambi d'abito uno più assurdo dell'altro, i soliti danni al parquet del salotto e una quantità improponibile di besciamella avanzata in frigo. Residui di cenere in terrazzo. Residui di dolore alla testa. Una camera nuova nella soffitta, che userò quando verrò a dormire qua e il soggiorno mi sarà più lieto (a parte Pochi che si impossessa regolarmente di metà letto). registrazioni sincopate sul pianoforte, ascoltando le quali mi sembra di vedere i tasti abbassarsi ed alzarsi.
Nostalgia. Come ogni anno. Quest'anno di più perchè la festa è stata solo il culmine di una settimana perfetta dai capelli alla punta delle scarpe, che come ogni cosa bella stento sempre a credere che possa ripetersi; tuttavia bisogna anche riconoscere che ogni volta mi sono ricreduta.
E nella testa le stesse parole che mi hanno detto ieri sia Jun che Vale: adesso che le cose vanno bene, potresti. Ma Fulvia non è brava a parlare, ha paura di farsi del male. E aspetta.
Postato da LaFulvia
alle 21:28
I vostri commenti (8)
Rintracciabile in: verba volant, droga, alcol, societas, lavorare stanca, a cosa servono i tag
domenica, 30 marzo 2008
un pigiama rosa a pois come me
Volevo informare i gentili astanti di queste pagine che, oltre ad essermi messa il pigiama più FIGO nella storia dei pigiama (una cosa che potrei beffardamente indossare in una delle mie migliori serate in quel di (solit)udine), sono discretamente allegra, non tanto, tuttavia, da non rendermi conto che i miei gusti musicali ultimamente dipendono quasi esclusivamente dagli altri. Non tanto, tuttavia, da mettermi ad ascoltare justin timberlake gigi d'alessio fabri fibra (che in fondo è un mio concittadino, non essendo io di udine, ma di ben più giù, della MERAVIGLIOSA e mai vissuta pienamente Senigallia-spiaggia-di-velluto, dove spero di tornare - se non per colossali serate amichevoli all'insaputa di parens e parents, ovviamente - solamente fra molti anni) e degni compagni. AdoVo gli avverbi e qualunque altra particella grammaticale atta a soddisfare la frase al di là delle proprie necessità vitali. AdoVO il rosa, il rosa come colore e il roso della mia biancheria. Checchè ne dica Ivana. Il rosa è amore a prima vsta. Il rosa è l'unico colore che sarà mio per sempre, il viola che utilizzo al presente momento della mia vita non è che un momento di sbandamento, lo riconosco, ma serve per riconoscere il vero valore del vero amore. Il rosa lo vedo quando spengo la luce. Lo vedo nel mare dell'estate, nel colore dell'ora legale. nella mia mancata femminilità. nell'orgasmo che ho bevuto un'ora fa all'angelo nero. buono, ma troppo costoso. rosa. le lenti degli occhiali che avevo cinque anni fa. il pigiama di oggi. con piccoli pois neri. maniche corte a sbuffo. è estate gente. tirate fuori la lingerie da notte. e una goccia di chanel numero cinque.
Vostra Fulvia, in posizione Nadu.
Postato da LaFulvia
alle 00:41
I vostri commenti (1)
Rintracciabile in: verba volant, inutili oggetti del desiderio
sabato, 29 marzo 2008
No l'amore non è morto nel cuore negli occhi e nella bocca che annunciava l'inizio del suo funerale.
Sentite, ne ho abbastanza del pittoresco e del colore e del fascino.
Amo l'amore, con la sua tenerezza e crudeltà.
Il mio amore non ha che un nome, una sola forma.
Tutto passa. Delle bocche si incollano e questa bocca.
Il mio amore ha soltanto un nome, soltanto una forma.
E se un giorno te ne ricordi
Oh te, forma e nome del mio amore,
Un giorno sul mare tra l'America e l' Europa,
Nell'ora in cui il raggio morente del sole si riverbera sullo specchio increspato delle onde, oppure in una notte di temporale sotto un albero nella campagna, o in una veloce automobile,
Una mattina di primavera in boulevard Melesherbes,
Un giorno di pioggia
All'amba prima di coricarti,
Dì a te stessa, lo ordino al tuo fantasma familiare, che io fui l'unico ad amarti di più ed è un peccato che tu non lo abbia saputo.
Dì a te stessa che non bisogna rimpiangere le cose: prima di me Ronsard e Baudelaire hanno cantato il rimpianto delle vecchie e delle morte che disprezzarono il più puro amore.
Tu quando sarai morta
Sarai bella e ancora desiderabile.
Io sarò già morto, tutto chiuso nel tuo corpo immortale, nella tua immagine splendente per sempre tra le perpetue immagini della vita e dell'eternità, ma se io vivo
La tua voce e il suo accento, il tuo sguardo e i suoi raggi,
Il tuo odore e quello dei tuoi capelli e molte altre cose ancora vivranno in me,
In me che non sono nè Ronsard nè Baudelaire,
Ma che sono Robert Desnos e che per averti conosciuta e amata,
Li valgo;
Io che sono Robert Desnos, per amarti
E che non voglio alla mia memoria sulla spregevole terra legare altra reputazione.
Postato da LaFulvia
alle 14:05
I vostri commenti
Rintracciabile in: scripta manent, verba volant
Questo è il secondo blog di Fulvia Sperelli, che prima non si chiamava così, ma adesso sì, perchè vuole mantenere l'anonimato, ma non ce la farà per molto.
E anche se il titolo non viene fuori tranne che sulla barretta in alto, il titolo di questa pagina web è CECI N'EST PAS UN BLOG.
Have enjoy.
Questa è Fulvia
» mi piaci, ah ah
» una simil-vita
» Fulvia la solitaria senza brillante
Fulvia abita una società composta da
» rasputinFulvia's love affairs
» quello che mancainutili oggetti del desiderio di Fulvia
» Accendini e braccialettiFulvia in occasioni particolari
» il natale di fulviaI vizi di Fulvia: l'alcool
» un'equazione sul negroniI vizi di Fulvia: le droghe
I vizi di Fulvia: il cibo
I vizi di Fulvia: il sesso
» io sono alle seychellesI vizi di Fulvia: il lavoro
» mi licenzio dal barI vizi di Fulvia: il denaro
» come buttare via i soldi 1Le mirabolanti avventure di Ivana la pechinese
» gli esami di ivana 1Antidoto di cultura a questo blog
» Robert DesnosLink
Contatore
*loading*
Archivio
oggi
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
Categorie
a cosa servono i tag
alcol
ammmore
autolesionismo
bauhaus
bidet
cash
copiature
cultura
difesa personale
droga
famiglia
gli assunti
infanzia
inutili oggetti del desiderio
invidia
lavorare stanca
letture
natale
parole sante
pippe
poesie minime
questa è fulvia
questioni di stato
razzismo
ri-flessioni specchiate
risotto
scripta manent
sfigaggine
societas
surrealismo
un nano alla mia corte
velleitÃ
verba volant
vita dìappartamento
Feeds
Fanlist
Inserisci qui la tua fanlist!
Credits
ArancioGrafica o ArancioMacchia che dir si voglia per il template. Jordi Labanda per l'immagine. Splinder e Altervista per l'hosting.